Canto VIII Purgatorio – (vv 43-84) – Nino Visconti

Testo e commento del Canto VIII del Purgatorio (versi 43-84)- Nino Visconti

E Sordello anco: "Or avvalliamo omai
tra le grandi ombre, e parleremo ad esse;
grazïoso fia lor vedervi assai". 45

Solo tre passi credo ch’i’ scendesse,
e fui di sotto, e vidi un che mirava
pur me, come conoscer mi volesse. 48

Temp’era già che l’aere s’annerava,
ma non sì che tra li occhi suoi e ’ miei
non dichiarisse ciò che pria serrava. 51

Ver’ me si fece, e io ver’ lui mi fei:
giudice Nin gentil, quanto mi piacque
quando ti vidi non esser tra ’ rei! 54

Nullo bel salutar tra noi si tacque;
poi dimandò: "Quant’è che tu venisti
a piè del monte per le lontane acque?". 57

"Oh!", diss’io lui, "per entro i luoghi tristi
venni stamane, e sono in prima vita,
ancor che l’altra, sì andando, acquisti". 60

E come fu la mia risposta udita,
Sordello ed elli in dietro si raccolse
come gente di sùbito smarrita. 63

L’uno a Virgilio e l’altro a un si volse
che sedea lì, gridando: "Sù, Currado!
vieni a veder che Dio per grazia volse". 66

Poi, vòlto a me: "Per quel singular grado
che tu dei a colui che sì nasconde
lo suo primo perché, che non lì è guado, 69

quando sarai di là da le larghe onde,
dì a Giovanna mia che per me chiami
là dove a li ’nnocenti si risponde. 72

Non credo che la sua madre più m’ami,
poscia che trasmutò le bianche bende,
le quai convien che, misera!, ancor brami. 75

Per lei assai di lieve si comprende
quanto in femmina foco d’amor dura,
se l’occhio o ’l tatto spesso non l’accende. 78

Non le farà sì bella sepultura
la vipera che Melanesi accampa,
com’avria fatto il gallo di Gallura". 81

Così dicea, segnato de la stampa,
nel suo aspetto, di quel dritto zelo
che misuratamente in core avvampa. 84


Su invito di Sordello, Dante scende pochi passi e vede un’anima che dà segno di riconoscerlo; malgrado la crescente oscurità, Dante a sua volta lo riconosce : è Nino Visconti di Pisa, giudice, ossia signore, di Gallura, suo amico, e il poeta si rallegra che non si trovi all’Inferno. Nino Visconti, stupito di vedere Dante, gli chiede quando sia morto; il poeta risponde che è ancora vivo, suscitando stupore e smarrimento in Nino e in Sordello. Visconti si rivolge gridando ad un’altra anima (Corrado Malaspina) perché venga a vedere quale miracolo è stato compiuto da Dio. Poi Nino prega Dante di sollecitare, una volta tornato sulla terra, le preghiere di suffragio di sua figlia Giovanna, dato che la madre di lei, vedova di Nino, è ben presto passata ad altre nozze, dimostrando quanto è volubile l’amore femminile. Ma – commenta giustamente risentito – essa dovrà rimpiangere queste nozze con Galeazzo Visconti, che presto sarà esiliato.

[/bibl]Purgatorio – Canto ottavo, //it.wikipedia.org/w/index.php?title=Purgatorio_-_Canto_ottavo&oldid=40434039 (in data 21 novembre 2011).[/bibl].

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