Veglia

Veglia

Veglia(1915) è una poesia di Giuseppe Ungaretti compresa nella raccolta “L’allegria”. È considerata una delle più intense poesie, a livello espressionistico, della raccolta, soprattutto per la scelta lessicale adottata, composta da termini carichi e deformanti (“buttato”,”massacrato”,”digrignato”…).

 
Un'intera nottata
buttato vicino
a un compagno
massacrato
con la sua bocca
digrignata
volta al plenilunio
con la congestione
delle sue mani
penetrata
nel mio silenzio
ho scritto
lettere piene d'amore
 
Non sono mai stato
tanto
attaccato alla vita


Commento

Struttura: Versi liberi di vario ritmo (settenari, senari, quinari), raggruppati in due strofe di diversa lunghezza; gli a capo sono frequenti e fuori di ogni regola; sembrano obbligare la voce a sostare nella lettura, quasi a scandire; manca la punteggiatura; il livello fonico è costruito sull’accentuazione del valore e del tono delle sillabe con frequenti allitterazioni (consonanze e assonanze) e anche rime; la struttura sintattica è sorretta, inizialmente, dai participi passati (buttato, massacrato, digrignata, volta, penetrata) fino ai passati prossimi ho scritto e a non sono mai stato; questa particolare sintassi, quasi a segmenti (con la “compiutezza” di quei participi passati e la “prossimità” delle azioni del fante-poeta, passate ma non remote) costituisce una forma di espressionismo poetico.

In questa poesia il poeta resta a lungo accanto al cadavere di un suo compagno, fino a quasi condividere con lui l’esperienza di morte. Il poeta, sceglie di rovesciare la drammaticita’ della scena con un immenso atto vitale nel verso 12-13: “ho scritto lettere piene d’amore”, che dà un senso di legame e di compenetrazione tra lui stesso ed il defunto. L’attaccamento alla vita affermato nella conclusione invece ha un valore in qualche modo religioso: il sopravvissuto custodisce i valori della vita anche per il morto. Nel concludere così il componimento, il poeta non vuole indicare la sua resa all’insensatezza del dolore e della morte, ma dimostrare il suo bisogno di suprema armonia, da realizzarsi attraverso l’assunzione di quelle parti di realtà bisognose di significato. Un’intera nottata buttato vicino a un compagno massacrato con la sua bocca digrignata volta al plenilunio con la congestione delle sue mani penetrata nel mio silenzio ho scritto lettere piene d’amore Non sono mai stato tanto attacato alla vita..

[bibl]Veglia (poesia), //it.wikipedia.org/w/index.php?title=Veglia_(poesia)&oldid=45012075 (in data 1 febbraio 2012).[/bibl]

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