Canto IX Purgatorio – (vv 73-105) – La soglia del Purgatorio e l’angelo custode

Testo e commento del Canto IX del Purgatorio (versi 73-105)- La soglia del Purgatorio e l’angelo custode

Noi ci appressammo, ed eravamo in parte
che là dove pareami prima rotto,
pur come un fesso che muro diparte, 75

vidi una porta, e tre gradi di sotto
per gire ad essa, di color diversi,
e un portier ch’ancor non facea motto. 78

E come l’occhio più e più v’apersi,
vidil seder sovra ’l grado sovrano,
tal ne la faccia ch’io non lo soffersi; 81

e una spada nuda avëa in mano,
che reflettëa i raggi sì ver’ noi,
ch’io dirizzava spesso il viso in vano. 84

"Dite costinci: che volete voi?",
cominciò elli a dire, "ov’è la scorta?
Guardate che ’l venir sù non vi nòi". 87

"Donna del ciel, di queste cose accorta",
rispuose ’l mio maestro a lui, "pur dianzi
ne disse: "Andate là: quivi è la porta"". 90

"Ed ella i passi vostri in bene avanzi",
ricominciò il cortese portinaio:
"Venite dunque a’ nostri gradi innanzi". 93

Là ne venimmo; e lo scaglion primaio
bianco marmo era sì pulito e terso,
ch’io mi specchiai in esso qual io paio. 96

Era il secondo tinto più che perso,
d’una petrina ruvida e arsiccia,
crepata per lo lungo e per traverso. 99

Lo terzo, che di sopra s’ammassiccia,
porfido mi parea, sì fiammeggiante
come sangue che fuor di vena spiccia. 102

Sovra questo tenëa ambo le piante
l’angel di Dio sedendo in su la soglia
che mi sembiava pietra di diamante. 105


Appare ai due viandanti, infatti, una porta con tre scalini (l’uno di marmo tanto lucido da essere uno specchio perfetto, il secondo di pietra nera crepata per lo lungo e per traverso, e il terzo di porfido color rosso sangue), alla guardia della quale sta un angelo dalla spada luminosissima, su una soglia di diamante.

[/bibl]Purgatorio – Canto nono, //it.wikipedia.org/w/index.php?title=Purgatorio_-_Canto_nono&oldid=39448420 (in data 21 novembre 2011).[/bibl].

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