Canto XIII Purgatorio – (vv 43-84) – La pena degli invidiosi
Testo e commento del Canto XIII del Purgatorio (versi 43-84)- La pena degli invidiosi
Ma ficca li occhi per l’aere ben fiso, e vedrai gente innanzi a noi sedersi, e ciascun è lungo la grotta assiso". 45 Allora più che prima li occhi apersi; guarda’ mi innanzi, e vidi ombre con manti al color de la pietra non diversi. 48 E poi che fummo un poco più avanti, udia gridar: ’Maria òra per noi’: gridar ’Michele’ e ’Pietro’ e ’Tutti santi’. 51 Non credo che per terra vada ancoi omo sì duro, che non fosse punto per compassion di quel ch’i’ vidi poi; 54 ché, quando fui sì presso di lor giunto, che li atti loro a me venivan certi, per li occhi fui di grave dolor munto. 57 Di vil ciliccio mi parean coperti, e l’un sofferia l’altro con la spalla, e tutti da la ripa eran sofferti. 60 Così li ciechi a cui la roba falla, stanno a’ perdoni a chieder lor bisogna, e l’uno il capo sopra l’altro avvalla, 63 perché ’n altrui pietà tosto si pogna, non pur per lo sonar de le parole, ma per la vista che non meno agogna. 66 E come a li orbi non approda il sole, così a l’ombre quivi, ond’io parlo ora, luce del ciel di sé largir non vole; 69 ché a tutti un fil di ferro i cigli fóra e cusce sì, come a sparvier selvaggio si fa però che queto non dimora. 72 A me pareva, andando, fare oltraggio, veggendo altrui, non essendo veduto: per ch’io mi volsi al mio consiglio saggio. 75 Ben sapev’ei che volea dir lo muto; e però non attese mia dimanda, ma disse: "Parla, e sie breve e arguto". 78 Virgilio mi venìa da quella banda de la cornice onde cader si puote, perché da nulla sponda s’inghirlanda; 81 da l’altra parte m’eran le divote ombre, che per l’orribile costura premevan sì, che bagnavan le gote. 84
All’invito di Virgilio, Dante osserva poco più avanti alcune anime, sedute presso la roccia, vestite di manti il cui colore si confonde con la pietra. Dopo poco, ode le invocazioni di quelle anime a Maria e ai santi.
Giunto presso di loro, il poeta è turbato e addolorato da ciò che vede. Esse sono rivestite di panno grezzo, si appoggiano l’una alla spalla dell’altra, e tutte sono addossate alla roccia. Sembrano i ciechi che chiedono l’elemosina davanti alle chiese. E cieche sono le anime, dato che hanno le palpebre cucite da un fil di ferro; dalle orribili cuciture trapelano le lacrime. Dante non vuole offenderle nel guardarle senza essere visto, ma Virgilio lo incoraggia a parlare.
[/bibl]Purgatorio – Canto tredicesimo, //it.wikipedia.org/w/index.php?title=Purgatorio_-_Canto_tredicesimo&oldid=39448423 (in data 21 novembre 2011).[/bibl]