La morte di Patroclo

Le parole che Ettore rivolge a Patroclo manifestano la presenza di vari sentimenti nel suo animo:

  • desiderio orgoglioso della libertà della propria patria: “…Per esse i veloci cavalli d’Ettore si tendono sopra i garretti a combattere: io con l’asta eccello fra i Teucri amanti di guerra”
  • presentimento della sconfitta: “…e così li difendo dal giorno fatale.”
  • timore per il destino incombente sulle donne troiane e soprattutto su sua sposa: “Patroclo, tu speravi d’abbattere la nostra città, alle donne troiane togliendo libero giorno, condurle sopra le navi alla tua terra patria, stolto!”
  • senso di dovere di difendere la propria gente: “”.Per esse i veloci cavalli d’Ettore si tendono sopra i garretti a combattere. e così li difendo.”
  • Ira verso il nemico: “.ma te qui gli avvoltoi mangeranno.” “Achille, per forte che sia, non ti potrà proteggere.”

Mi sembra che Omero riserbi uno spazio maggiore a Patroclo morente: descrive accuratamente tutte le scene in cui viene colpito e ferito, prima da Apollo ed Eufobo e in seguito da Ettore.

Il poeta mantiene una posizione distaccata e obiettiva nei confronti degli eventi che racconta per mettere in risalto le drammatiche scene.

Dal brano è possibile trarre numerose informazioni sulle armi e sull’abbigliamento dei combattimenti, sull’uso dei cavalli in battaglia e sulle procedure corpo a corpo. I soldati indossano elmi a visiera abbassata con pennacchi e legati al collo. Alle spalle hanno una cinghia di cuoio che serve per reggere lo scudo. I soldati a cavallo erano dotati di un’asta lunga, pesante, solida, grossa, armata di punta acuminata. Si mischiavano nella folla e lanciavano l’asta contro la fanteria nemica; e dopo essersi avvicinati alla vittima recuperavano l’arma.

 


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