Sesto tomo dell’io
Commento
Il Sesto tomo dell’io (1799-1801) è un abbozzo di romanzo autobiografico di Ugo Foscolo rimasto incompiuto nella forma di silloge di brani. Può essere considerato come il tentativo fino ad allora più ardito di riforma del romanzo italiano ed è un “luogo” privilegiato della produzione foscoliana in cui è possibile cogliere l’influenza di Sterne, ed in particolar modo del Tristram Shandy.
In questi brani l’autore fa riferimento a sé stesso con il nome di Lorenzo: abbastanza scontati i riferimenti al personaggio dell’Ortis e al nome di battesimo di Sterne, ovvero Laurence. Nelle intenzioni di Foscolo il Sesto tomo doveva raccontare il ventitreesimo anno di vita dell’autore-protagonista ed essere parte di un più vasto progetto (l’Io appunto) che ne raccontasse tutta l’esistenza. Quello che possiamo leggere oggi è solo un insieme di brani slegati, ma in questi è possibile individuare in modo piuttosto evidente la lezione sterniana, che si palesa nel ricorso alla scrittura ironica e dissacrante, nel punto di vista autoironico, nelle frequenti digressioni e riflessioni metanarrative.